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La rabbia nei bambini: come gestirla

Anche se certe emozioni vengono definite negative, come ad esempio la rabbia, la tristezza, la paura, esse hanno una loro funzione e come tutte le emozioni sono utili e necessarie nella nostra vita, e la rabbia non fa eccezione.

Essa è un’emozione importante che ci avvisa che qualcosa nella nostra vita deve cambiare, che quello che si sta facendo o vivendo non è quello che realmente vogliamo.

Anche il bambino, come l’adulto, si arrabbia, quando non ottiene ciò che desidera o subisce delle sopraffazioni o prepotenze. La differenza che si ha è che nel bambino il suo cervello, essendo ancora in fase di sviluppo, è limitato.

Secondo vari studi di nueropsichiatria, i momenti in cui nei bambini esplode la rabbia si differenziano in due importanti casi.

La rabbia istintiva

In questo tipo di reazione il bambino esplode in una crisi di rabbia in cui il cervello non funziona in modo equilibrato e quindi il bambino esprime in modo istintivo ciò che prova: comincia ad urlare, si agita ed è completamente incapace di controllare le sue emozioni.

Come si deve comportare il genitore

In questi momenti in cui il bambino ha una crisi di rabbia, il genitore deve cercare di mantenere la calma e il controllo, con atteggiamenti amorevoli di ascolto, con un tono di voce rassicurante. Non serve rimproverare il bambino o urlargli contro, o cercare di farlo ragionare, perchè la parte del cervello capace di ragionare alla sua età non è “attiva”.

Il messaggio che deve dare il genitore è quello di saper mantenere il controllo senza perdere l’autorevolezza, con atteggiamento di ascolto e rassicurante.

Sbollita la rabbia, quando il bambino sarà più calmo, la parte di cervello destinata a riflettere sulle proprie azioni, potrà rientrare in gioco e sarà possibile ricorrere a farlo ragionare. Allora gli si potrà chiedere che cosa lo ha turbato, aiutandolo a spiegare il perché e trovare assieme a lui una soluzione.

Crisi di rabbia manipolatoria

In questa situazione il bambino intenzionalmente decide di reagire in modo esagerato per ottenere ciò che vuole.
Questo comportamento si differenzia dal precedente in quanto è manipolatorio e il pianto senza fine cessa immediatamente nel momento in cui il bambino ottiene quello che desiderava.

Anche in questa situazione il genitore deve reagire in modo amorevole, con la differenza che dovrà porre dei limiti fermi e aiutare il bambino a comprendere la differenza tra comportamenti opportuni e meno opportuni.

Se non si cede alla crisi di collera di manipolazione, il bambino piano piano smetterà di utilizzarla per ottenere ciò che vuole.

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