Home / Cura del bambino / Febbre alta: quando bisogna davvero preoccuparsi

Febbre alta: quando bisogna davvero preoccuparsi

Con l’arrivo della stagione autunnale e soprattutto con il ritorno all’asilo, alla scuola materna e alla scuola primaria è molto facile per i bambini cadere vittima di disturbi trasmessi da altri bimbi, da un semplice raffreddore ad otiti o faringiti e tracheiti, oppure essere attaccati da microbi presenti purtroppo negli ambienti pubblici e affollati.

E quando il termometro sale … anche l’ansia della mamma sale, specialmente con i più piccini.

Cosa fare quando la febbre sale in un bimbo piccolo?

Ricorrere subito ai farmaci è sbagliato, soprattutto senza consultare prima il pediatra.
Con l’innalzamento della temperatura corporea molti genitori si preoccupano, ma gli esperti dicono che il più delle volte i timori possono essere infondati.

Normalmente la febbre rappresenta una condizione di reazione e difesa dell’organismo, anche nei bambini, certo quando è elevata va considerata la possibilità di un’infezione batterica in corso e se il bambino è al di sotto dei tre mesi è da tenere sotto controllo.
Le cause della febbre vanno identificate e affrontate nel modo più opportuno e appropriato.

Prima di tutto bisogna tener presente che la febbre varia da soggetto a soggetto, e nei bimbi, soprattutto quando dormono, dopo mangiato o dopo uno sforzo, può essere più elevata. E’ importante sottolineare che se la febbre non è molto alta, non va immediatamente combattuta con antipiretici.

I segnali da osservare quando il bimbo ha la febbre

Oltre a controllare la temperatura corporea del bimbo, è importante osservare anche altri fattori per valutare lo stato di malessere: ad esempio il pianto è un segnale molto importante. Se il pianto del bimbo è consolabile non deve dare preoccupazione, se invece più che piangere il bambino geme, si lamenta in modo continuo e ininterrottamente, allora potrebbe esserci qualcos’altro oltre alla febbre, ad esempio un fastidio, un dolore e per questo è meglio far visitare il bimbo al pediatra.

Altri segni da osservare che potrebbero essere segni di altre malattie sono la tosse persistente, la diarrea, il vomito, la respirazione difficile e le macchie o bollicine sulla pelle.

Se ad esempio il bimbo nonostante la febbre continua ad essere vivace, non c’è motivo di allarmarsi, mentre se è soggetto ad una continua sonnolenza, potrebbe essere anche questo fattore sintomo di qualcosa di più grave e da far valutare quindi al pediatra.

Come si misura la febbre nel bambino

termometro-digitaleOggi il metodo più rapido, sicuro e meno invasivo è rappresentato con il termometro elettronico da posizionare sotto l’ascella; infatti ormai è fortemente sconsigliata la misurazione della febbre per via orale o rettale.

Un altro metodo veloce che si può utilizzare soprattutto se il bimbo è molto piccolo, è quello con il termometro a infrarossi digitale, da posizionare sulla fronte o nell’orecchio, offre risultati in pochissimi secondo però non sempre precisi, soprattutto se si posiziona nell’orecchio con in corso una otite che rende l’orecchio più caldo.

Un nuoco metodo efficace, veloce e anche affidabile, è dato dalla misurazione con termometro incorporato nel ciuccio che produco ormai tutte le aziende di prodotti per i neonati.

Cosa bisogna evitare quando il bimbo ha la febbre alta?

Quando il bambino ha la febbre molto alta bisogna evitare di coprirlo con coperte calde, in quanto l’eccessivo calore farebbe aumentare di più la temperatura del corpo, invece bisogna scoprirlo, magari lasciargli solo un lenzuolo di cotone e tamponarlo con una spugna umida, fronte, collo, polsi e in casi di febbre molto alta anche tutto il corpo.

Non bisogna dargli antibiotici senza la prescrizione del pediatra, inoltre non servono per fare abbassare la febbre ma solo per infezioni batteriche, sono del tutto inefficaci contro infezioni virali.

Non bisogna forzare a mangiare il bambino che in caso di febbre può perdere un po’ l’appetito, invece è molto importante farlo bere, anche se con pochi sorsi alla volta è importante non rischi la disidratazione perchè la febbre aumenta le perdite di acqua dell’organismo, peggio in caso di diarrea.

Nel neonato non è facile individuare la sete, per questo è importante offrirgli spesso il seno o il biberon. Nei casi più necessari il pediatra può prescrivere soluzioni reidratanti.

Cosa fare in caso di convulsioni

Nei bambini dai 6 mesi ai 5 anni, durante la febbre alta, possono manifestarsi le convulsioni le quali dipendono da alcune cellule nervose non ancora mature per sorreggere cambi di temperatura corporea repentini. Durante una convulsione il bambino serra la bocca e comincia a sbavare, gli occhi vanno verso l’alto, gli arti inferiori e superiori si irrigidiscono e ha delle forti scosse muscolari.

L’80% dei casi sono di breve durata e non hanno conseguenza, è importante però al momento della convulsione slacciare i vestiti, in particolare lasciare libero il collo, poggiare il bambino su un fianco per evitare che la saliva o il vomito vadano in gola.

Durante una prima crisi di convulsione febbrile è importante recarsi in ospedale per avere un referto medico.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*