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Conservazione del cordone ombelicale: una scelta per le future mamme

cordone-ombelicale2La conservazione del cordone ombelicale è uno dei temi più dibattuti, che interessa molto da vicino le future mamme. La scelta non è delle più semplici, dal momento che sono due le circostanze di fronte alle quali ci si viene a trovare dopo il parto: la prima consiste nella conservazione, la seconda nella donazione.

Sono due scelte completamente differenti, poiché da una parte vince il proprio egoismo e la volontà di poter garantire un possibile (ma non certo) futuro migliore al proprio figlio, dall’altra, invece, la volontà di aiutare la ricerca. Ma vediamo di capire un po’ meglio perché.

Perchè conservare il cordone ombelicale

Partiamo col parlare della conservazione del cordone ombelicale. Come si sa, il sangue del cordone contiene un grande numero di cellule staminali emopoietiche, ovvero quelle cellule che possono rigenerarsi in qualsiasi altro tipo di cellula. Cosa significa questo?
È molto semplice: alla luce delle recenti scoperte, numerose fondazioni hanno condotto delle sperimentazioni che hanno portato la luce come le terapie a base di cellule staminali possano curare delle patologie finora senza cura. Si parla di vere e proprie malattie degenerative, tra le quali la sclerosi multipla e tumori del sangue, come la leucemia.

Una cura vera e propria, al momento, non c’è, sono solo sperimentazioni che hanno dato esito positivo. Conservare il cordone del figlio significa garantirgli un’ancora di salvezza se, facendo gli scongiuri, durante la sua vita potesse avere bisogno di una cura a base di staminali. Quella della conservazione sarebbe quindi una scelta egoistica, ma alla lunga indispensabili per i propri figli.

Perchè donare il cordone ombelicale

Dall’altra parte c’è la donazione.
Il Ministero della Salute non ha mai reso legale sul suolo nazionale conservazione del cordone, ecco perché le mamme che fossero inclini a questa scelta dovrebbero affidarlo a una biobanca estera, che a suon di migliaia di euro forniscono un servizio impeccabile e di qualità.
Ciò che sostiene il Governo è che le sperimentazioni, al momento, non possono essere ritenute valide, non possono, di fatto, ottenere lo status di cura per una patologia, poiché ci sarebbero ancora troppi punti oscuri e non è verificata al 100% l’effettiva efficacia alla lunga.
Il consiglio dei ricercatori è quindi quello di donare il cordone alla ricerca, per permettere l’avanzamento degli studi e la scoperta, nei più brevi tempi possibili, di cure sostenibili e efficaci per patologie per le quali esistono solo palliativi che rallentano il processo degenerativo.

Come scegliere una biobanca

Se la scelta è quella di optare per la conservazione del cordone ombelicale, è importante stare attenti alla scelta della giusta biobanca. Come fare?
Assicurandosi che fornisca un servizio di qualità, prima di tutto. Più alto è il numero di campioni di cellule staminali conservate e più alta è la probabilità che si tratti di una struttura di valore. È molto importante anche valutare il numero di pubblicazioni scientifiche del direttore, nonché il numero di trapianti effettuati. Il servizio, infine, deve essere continuo, 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno.
Oltre a disporre di contatti diretti con le varie strutture ospedaliere.

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