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La conservazione del cordone ombelicale

img_RER_sangue-cordonaleLa magia della nascita, l’emozione di una nuova vita che apre gli occhi sul mondo: esperienze forti, uniche. Che possono, al contempo, divenire speranza per altri individui meno fortunati.

Come? Con la conservazione del cordone ombelicale. I grandi progressi fatti dalla scienza ci permettono di prelevare e conservare perfettamente il sangue del cordone, ricco di cellule staminali. Da anni ormai si sa che le staminali sono cellule dei sangue in grado di generare ogni altra cellula, per questo chiedere di non gettare via il cordone ombelicale è un gesto di grande umanità e speranza.

Il prelievo del sangue viene effettuato subito dopo il parto, senza che questo procedimento abbia influenze sul bambino o sulla mamma. Si può donare, affidando a oltre sedici biobanche il cordone, che poi verrà utilizzato in campo terapeutico. Le cellule staminali si sono dimostrate essenziali nella cura di linfomi, come quello di Hodgkin, il mieloma multiplo e il sarcoma dei tessuti molli, talassemie, gravi mancanze del sistema immunitario e leucemie.

La donazione del sangue del cordone diventa quindi un atto in grado di salvare altre vite. In Italia è comunque possibile conservarlo per uso personale, nel caso in cui vi sia una familiarità con le patologie per le quali è previsto il trapianto di cellule staminali. E’ un servizio pubblico gratuito al quale si può accedere tramite l’ospedale scelto per partorire. Utile nel caso in cui ci sia da intervenire dopo la nascita del bambino, evitando così lunghi calvari e patologie a volte letali.

Vi è anche la possibilità di conservarlo privatamente, tramite un kit da richiedere in un laboratorio non italiano. In questo caso ogni spesa sarà a carico della famiglia, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dell’ospedale dove si partorisce. Vista l’importanza delle cellule staminali, è sempre consigliabile la donazione o la conservazione tramite servizio pubblico.

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