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Quando è giusto dire agli altri che sono incinta?

come-dirgli-che-sei-incintaLa gravidanza è un’esperienza ricca di sfumature e ogni donna deve sentirsi libera di viverla come più le aggrada. A tal merito, comunicare il lieto evento alle persone rappresenta un momento importante, soprattutto a chi ci è più vicino come i familiari e gli amici stretti.

Comunicare il proprio stato di gravidanza dà vita ad una serie di conseguenze, le quali interessano sia la sfera emotiva che quella psico-emozionale della futura mamma. In altri termini, comunicare la gravidanza crea nelle persone vicine uno stato di felicità infinita, la quale si associa però ad un cambio nei comportamenti, il quale risulta naturale e, come tale, deve essere accettato.

I consigli sul momento giusto per comunicare la gravidanza interessano innanzitutto innanzitutto la salute della mamma, in quanto se si sono verificati aborti spontanei oppure problemi nelle gravidanze precedenti è meglio aspettare almeno l’esito della prima ecografia prima di comunicare alle persone meno ‘vicine’ il proprio stato. Per quanto riguarda i familiari, tutto dipende dal rapporto che si è instaurato. La futura nonna potrebbe essere troppo apprensiva? Allora aspettiamo una settimana in più, almeno fino all’esito dei primi controlli.

Per quanto riguarda gli amici, non esistono regole che definiscono il ‘momento giusto’, ma anche in questi casi il consiglio si basa sull’attendere i primi esiti medici, per comunicare con sicurezza l’eventuale stato di gravidanza. Non si tratta di ‘tenere nascosto‘ il proprio stato, ma semplicemente di cautelarsi contro le persone che parlano troppo o contro le malelingue. Salvaguardare il proprio benessere psico-emozionale fa bene alla mamma e fa bene al bambino, in quanto non sussistono tensioni o fraintendimenti. In ogni caso, è ideale discutere di questo aspetto con il partner o con la persona che si sente più vicina, per confrontarsi in modo sereno e per fare una scelta meditata.

La comunicazione di gravidanza al datore di lavoro interessa invece degli aspetti diversi, ma anche in questo caso tutto dipende dalle scelte della futura mamma. La legge non obbliga nessuna donna lavoratrice a comunicare il proprio stato prima del settimo mese, quando si dovranno presentare i documenti per avviare le pratiche di congedo di maternità. E’ in ogni caso buona norma comunicare al datore di lavoro il proprio stato dopo il terzo mese, quando il rischio di interruzioni di gravidanza spontanea è meno alto e si comincia a ‘vedere’ il pancione. Controllare il proprio contratto è molto importante, in quanto alcune formule potrebbero richiedere una comunicazione entro tempi ben stabiliti in via preventiva. A questo fattore si deve aggiungere la di lavoro, in quanto se si tratta di una mansione ‘a rischio’ è necessario pianificare la sostituzione in modo preventivo e quindi è importante comunicare il proprio stato con anticipo all’azienda. Essendo una notizia fantastica, la decisione della propria gravidanza deve essere comunicata con naturalezza, assicurando che se lo stato di salute lo permette si è disposte a lavorare anche fino all’ottavo mese e a formare con cura le persone che andranno a coprire provvisoriamente il posto di lavoro.

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