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La permanente in gravidanza: si può fare?

permanente in gravidanzaLa permanente è un procedimento molto invasivo che si basa sull’uso di acidi che servono a rompere i ponti solfurici del capello, cioè quelli che gli danno la forma e la struttura. Questi acidi sono molto potenti e potrebbero essere trasmessi dalla cute al feto attraverso la placenta. Ecco che durante la gestazione è preferibile non trattare in modo così invasivo i capelli, per evitare in assoluto di introdurre sostanze tossiche inutili.

In ogni caso, il processo di permanente si presenta piuttosto inutile, in quanto i capelli in gravidanza sono molto belli per loro natura. Le variazioni ormonali li aiutano ad essere splendidi ma una volta concluso il parto l’allattamento potrebbe sfibrarli in modo molto intenso. Ecco che ogni trattamento troppo invasivo rischia di peggiorare la situazione, indebolendo il follicolo e irritando la cute che si presenta di suo molto sensibile.

Se abbiamo voglia di ricci, possiamo qualche giorno acconciare i capelli con il ferro, oppure applicare i bigodini come si faceva un tempo e lasciarli in posa per un pomeriggio. Sebbene queste acconciature non durino molto, possono regalare un bell’aspetto in occasioni speciali e ravvivare il proprio aspetto senza conseguenze sulla salute del bambino.

Se proprio non si può fare a meno della permanente per una questione di abitudine è necessario limitare il trattamento alle punte e fare in modo che non raggiunga la base del capello. Il rischio di contaminazione c’è, per cui il rischio di trasmissione degli acidi nocivi è in corso, sebbene in modo assolutamente minore rispetto alla permanente totale.

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