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Le mamme di oggi senza più età

maternitàIn Italia, secondo il rapporto europeo su 29 Paesi, le mamme sono le più anziane d’Europa, ovvero c’è il maggior numero di donne che affrontano la prima gravidanza dopo i 35 anni di età. Ormai è una realtà confermata e negli ultimi anni, dal 2004-2010 la percentuale è aumentata dal 23,9% al 34,7%.

E’ vero che il tenore di vita migliore e le condizioni generali di salute hanno allungato la giovinezza e che quindi le quarantenni di oggi sono le trentenni di ieri, ma il patrimonio della fertilità femminile, ovvero la quantità e la qualità degli ovociti è sempre quella, e quella che entra maggiormente in gioco è la qualità degli ovociti che diminuisce con il passare degli anni.

L’età migliore per avere dei bambini è compresa tra i 20 e i 34 anni.

Perchè la maternità viene rimandata?

Le spiegazioni sul posticipo della maternità ormai sono note a tutte: il periodo dedicato allo studio è aumentato, la ricerca di un lavoro è sempre più difficile come anche quella di una casa.

Si dovrebbe sviluppare una politica di informazione per informare le donne che decidono di avere un bambino dopo gli anta, sulle conseguenze che si possono verificare o alle quali si può andare in contro sulla scelta di avere figli tardi.

Spostare la maternità troppo in avanti può essere un problema sia per il concepimento che per la gravidanza.

I fattori di rischio aumentano con l’età

Purtroppo l’età è il più grande nemico della fertilità, soprattutto dopo i 40 anni aumentano in modo significativo non solo le difficoltà di concepire, ma anche i problemi legati alla gravidanza, come la placenta previa e le difficoltà di non portare a temine la gravidanza o di un parto prematuro.

Le presentazioni anomale di una gravidanza dopo gli anta possono essere varie, anche per la donna c’è il rischio che possa aumentare l’ipertensione e il diabete gestazionale.

Una gravidanza dopo gli anta deve essere seguita con qualche attenzione in più sia verso il feto, in diagnosi prenatale, che verso la donna.

E l’età del padre quanto influisce?

La questione relativa all’età dell’uomo per quanto riguarda il concepimento è piuttosto complessa anche se, studi recenti sul genoma, hanno messo in luce legami tra l’età paterna e alcune patologie del bambino e maggiori difficoltà di concepimento.

Già dopo i 35 anni il numero di mesi in media necessari per concepire raddoppia rispetto ad un uomo di 25 anni, e dopo i 50 anni aumenta il numero degli esiti negativi per un concepimento.

L’età paterna, concludendo, può incidere sicuramente sull’esito di un concepimento e in futuro sarà considerata altrettanto importante di quella materna.

 

 

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