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Perchè il travaglio si può bloccare?

Perchè il travaglio si può bloccare?Può capitare che mentre in sala travaglio tutto sembra ben avviato, all’improvviso il travaglio sembra bloccarsi. Da cosa può dipendere l’improvviso blocco di un travaglio?

Sappiamo che il parto non si svolge per tutte le donne allo stesso modo, ogni nascita è un evento a sè, ogni parto ha la sua storia. In particolare l’esperienza del travaglio richiede un’apertura totale da parte della futura mamma, sia dal punto di vista fisico che psichico.

Alcune donne ad un certo punto del travaglio si bloccano, è una specie di pausa tra un tempo e un altro che avviene in genere intorno ai 4-5 centimetri di dilatazione, ovvero a metà strada dal parto. E’ come se la donna volesse prendere fiato prima dell’ultimo passo, il più difficile e travolgente.

Cosa frena l’attività contrattile durante il travaglio?

I fattori che determinano il freno dell’attività contrattile durante il travaglio sono tanti, ad esempio potrebbe essere

  • un calo di energia causato da un digiuno prolungato,
  • la tensione emotiva dovuta all’ambiente circostante poco familiare alla donna,
  • l’ansia potrebbe bloccare le contrazioni, infatti essa stimola la produzione di adrenalina la quale tende a bloccare le contrazioni.

Un altro fattore ch e può bloccare le contrazioni è la dimensione del bimbo: in questo caso il suo passaggio può essere rallentato dalle dimensioni  o dall’anatomia pelvica della donna.

Come riattivare le contrazioni durante il travaglio

A volte è sufficiente aspettare affinchè il travaglio riprenda, magari aiutando il nostro organismo chiudendo gli occhi e rimanendo in silenzio riposando.

Un rimedio potrebbe essere anche un massaggio alla pianta del piede o nella regione dei reni, oppure anche un bagno caldo. Oppure può bastare cambiare posizione ad esempio ci si può mettere a carponi, oppure muoversi con rotazioni ampie e forti del bacino come se si facesse una danza del ventre.

In questi momenti di “stallo” del travaglio è importante rimanere calme ed essere pazienti che la natura faccia il suo corso

Quando è necessario l’intervento del ginecologo

Se gli accorgimenti soprascritti non dovrebbero bastare, allora sarà necessario l’intervento del ginecologo con la rottura delle membrane, cioè del sacco amniotico che racchiude il bimbo. E’ importatne compiere questo intervento quando  serve realmente.

Un’altro intervento esterno per aiutare la donna durante il travaglio è la somministrazione di ossitocina, un ormone che viene prodotto normalmente dall’ipofisi della donna, che induce contrazioni intense e regolari.

Un’altro aiuto può essere l’anestesia epidurale qualora la mamma sia particolarmente affaticata e sofferente.

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