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Fare l’aerosol ad un bimbo

Fare l'aerosol da un bimboPrima di tutto ricordiamo che la respirazione nei lattanti e nei bambini piccoli, avviene prevalentemente per via nasale, quindi facendo l’ aerosol bisogna fare attenzione ad applicare la mascherina e far sì che la respirazione avvenga per via orale, poichè una buona terapia per via aerosol si ottiene respirando con la bocca.

Questo perchè il naso agisce da filtro e trattiene gran parte dell’aerosol (fino al 75%), impedendo di conseguenza ai farmaci contenuti nell’ampolla di raggiungere le vie respiratorie e bronchiali!

  • Ma come si fa ad ottenere un buon risultato terapeutico con un bambino piccolo con età superiore ai 6 mesi ( età consigliata per terapie con aerosol), non sapendo respirare con la bocca a quell’ età?
    Purtroppo non è sufficiente che la bocca sia aperta per fare correttamente l’aerosol, ma si deve incoraggiare il piccolo a respirare con la bocca. Ma come si fa?
    Prima di tutto la maschera andrebbe fissata al viso con un doppio elastico, assicurando lo stretto contatto con il viso anche se il piccolo piange e si agita, ricordando che quando il bambino piange respira prevalentemente con la bocca, facilitando così l’inalazione dell’aerosol.

Per eseguire in modo corretto un aerosol occorre:

  • lavarsi bene le mani prima di maneggiare l’apparecchio

  • introdurre nell’ampolla il o i farmaci, secondo la quantità prescritta dal medico, eventualmente prelevandoli con una siringa sterile

  • diluire il farmaco nell’ampolla in circa 2-3 ml di soluzione fisiologica, secondo le indicazioni del medico

  • applicare il tubo al compressore e sistemare in bocca il boccaglio o far aderire la mascherina sul viso (nei bambini sotto i 2-3 anni di vita che sono incapaci di usare il boccaglio)

  • eseguire l’aerosol fino all’esaurimento della soluzione contenuta nell’ampolla.

Alla fine di ogni aerosol è consigliabile:

  • lavare il viso del bambino, soprattutto se si è eseguita la nebulizzazione con la maschera, per eliminare le tracce residue del farmaco, che potrebbero irritare la cute del viso

  • far risciacquare la bocca con acqua e bicarbonato o con un collutorio se sono stati usati cortisonici; nel caso di bambini non collaboranti può essere adoperata, per detergere il cavo orale, una caramella da fare sciogliere lentamente in bocca

  • lavare l’ampolla, il tubo e il boccaglio (o la mascherina) con acqua corrente tiepida. L’ideale sarebbe mantenere questi accessori in una di quelle soluzioni disinfettanti che solitamente si usano per conservare i biberon.

Ogni 5-6 sedute va verificata l’efficacia del nebulizzatore: il foro di uscita dell’aria compressa è soggetto ad una facile ostruzione, segnalata da un allungamento dei tempi della nebulizzazione.

Per la disostruzione di tale foro non bisogna mai servirsi di spilli o strumenti appuntiti poiché potrebbe modificarsi il calibro del foro e di conseguenza le caratteristiche delle particelle erogate: è meglio invece risciacquare ripetutamente l’ampolla con acqua tiepida e, nel caso non si raggiunga il risultato sperato, sostituire l’ampolla stessa.

Sono molto importanti le modalità di esecuzione dell’aerosol per raggiungere una buona risposta terapeutica. Occorre ricordare che
I lattanti e i bambini in età prescolare inoltre inalano l’aerosol senza modificare la frequenza e la profondità del loro respiro mentre un bambino più grande è capace di respirare, una volta che viene istruito in modo adeguato, più lentamente e più profondamente durante l’aerosol, facilitando la penetrazione del farmaco nei polmoni.

È necessario quindi fare attenzione, quando si adotta la mascherina, che la respirazione avvenga per via orale. Non è sufficiente tuttavia che la bocca sia aperta per fare correttamente l’aerosol, ma si deve invece incoraggiare il piccolo a respirare con la bocca: da tutto ciò deriva che è in sostanza inutile eseguire la nebulizzazione mentre il bambino dorme.

È importante che la maschera venga tenuta in posizione verticale e bene aderente al viso per tutta la durata della seduta aerosolica: è sufficiente allontanare anche di un solo centimetro la mascherina dal volto perché più della metà dell’aerosol non venga inalata dal bambino, disperdendosi nell’ambiente. Per tale motivo la maschera andrebbe fissata al viso con un doppio elastico, assicurando in tal modo lo stretto contatto con il viso anche se il piccolo piange e si agita. Ricordiamo che quando piange il bambino respira prevalentemente con la bocca, facilitando perciò l’inalazione dell’aerosol.

Nel bambino più grandicello bisogna controllare, quando la nebulizzazione viene eseguita con il boccaglio anziché con la maschera, che il piccolo non escluda le vie aeree all’aerosol respirando con il naso anziché con la bocca. Il boccaglio inoltre va tenuto tra le labbra (ben serrate) e non tra i denti, senza ostacolarne il flusso con la lingua.

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