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Nascere con il “metodo Laboyer”

Il parto è uno dei momenti più delicati nella vita di una donna. Perché la nascita avvenga senza complicazioni e nel metodo più tranquillo possibile, si mettono in atto molte procedure che consentono sia alla mamma che al bambino di risentire quanto meno possibile dello shock del parto.

Il metodo Laboyer, il metodo di nascita dolce

Il ginecologo e ostetrico francese Frédérick Laboyer ha lavorato per anni al metodo che, poi, ha preso il suo nome. La filosofia che sottende a questo nuovo modo di concepire la nascita sembrerà banale e scontata. Il suo assunto di fondo, infatti, è che la madre ha diritto ad un buon parto così come il bambino ha diritto ad una buona nascita. Ma come si mette in pratica questa teorizzazione medica?

Le condizioni di Laboyer si racchiudono in alcuni semplici step da seguire dopo il parto:

  1. Appena dopo essere venuto al mondo, il bambino deve essere posto sul ventre materno in modo che possa ancora ascoltare il battito cardiaco e il respiro della mamma e riparare allo stress subito;
  2. Per farsì che il passaggio alla respirazione polmonare non sia destabilizzante, il cordone ombelicale va tagliato in un secondo momento, quando ha smesso di pulsare;
  3. La mamma e il bambino devono aver un po’ di tempo per conoscersi. Questo inizio di rapporto, già covato durante i nove mesi, esige intimità ed ha la priorità su tutte le procedure mediche, a meno che non siano assolutamente necessarie.
  4. Il bambino deve nascere in un luogo non molto illuminato e poco caotico per ricreare le condizioni in cui il piccolo fino ad allora ha vissuto.
  5. Il padre non deve assistere al parto e lasciare che la mamma si goda questo suo “viaggio” da sola.

In merito a quest’ultimo “tassello”, va sottolineato che si tratta di una decisione assolutamente individuale quella di far assistere il padre o no al parto. Solo la mamma e il papà dovranno scegliere cosa fare, senza farsi influenzare da voci esterne.

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