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Bambini iperattivi: come aiutarli?

Si definisce bambino iperattivo un bambino che ha scarsa propensione a stare fermo e che, di conseguenza, riesce con difficoltà a prestare attenzione per un periodo sufficientemente lungo.
Sono diversi i segnali che possono far capire a mamma e papà che il loro bambino è iperattivo: non finisce i compiti, non ascolta gli altri quando parlano e non rispetta i turni di presa di parola all’interno di un discorso a più voci. E’ pur vero che questi “sintomi” possono essere facilmente confusi con il comportamento di un bambino indisciplinato che a due o tre anni ha poco attitudine al rispetto delle regole per via di una carenza nell’educazione ricevuta. E’, infatti, dai quattro o cinque anni che la figura del  bambino iperattivo inizia a distaccarsi da quella del maleducato perché subentra la scuola, oltre alla famiglia, come campo di verifica delle capacità del bambino.
Circa il 50% dei bambini iperattivi, infatti, ha problemi nell’apprendimento e mostra difficoltà nel comprendere strutture logiche complesse.

Come risolvere il problema

Le cause dell’iperattività di un bambino non sono ancora chiare: alcuni sostengono che alla base ci sia un fattore ereditario, altri che si tratti di un ritardo nello sviluppo del cervello. Comunque, il deficit di attenzione si può correggere. E’ importante, in tal senso, che i genitori riconoscano il problema e che collaborino con le maestre agendo sull’autostima del bambino. Si può richiedere a scuola una insegnante di sostegno e interpellare anche un neuropsichiatra se necessario. Tutto con l’unico fine di rendere quanto più sopportabile il livello di disturbo dell’attenzione che è associato a questa sindrome.

 

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