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Shantala:massaggio indiano

Lo shantala è un massaggio indiano per neonati e rappresenta un continuum energetico tra la vita uterina e quella esterna, e ha lo scopo di rendere al bambino meno traumatico il passaggio alla vita, è un momento tra mamma e figlio.  Il grembo materno è per la forma di vita che al suo interno cresce e si nutre, un’oasi perfetta di pace e armonia. Con il parto questo simposio di energie positive si interrompe bruscamente e il bambino, piangendo, si lamenta di averlo perduto. Il tempo passa e il neonato si accorge che quegli estranei che gravitano intorno a lui non sono poi così terribili come sembravano, anzi:provvedono a sfamare la sua sete, a coprirlo quando ha freddo, a cullarlo quando ha sonno.
Lo shantala è tecnica nata nel Kerala a sud dell’India, si basa sulla Medicina Ayurvedica e mira a creare un nuovo rapporto tra il bimbo e la sua mamma e, in qualche modo, a sostituirlo a quello preesistente, simbiotico e naturale. In India si fa un profondo affidamento su questo tipo di massaggio: esso è tramandato da madre in figlia durante il periodo della gestazione.

Come praticarlo

Si usano solo le mani ed è bene che, durante la somministrazione dello Shantala, mamma e figlio siano da soli, rischiarati dalla luce dell’alba o da quella del tramonto, insomma in un momento della giornata in cui tutto è tranquillo fuori e dentro. Inizialmente il massaggio non deve durare più di quindici minuti, poi man mano che il bimbo cresce il tempo da dedicare a questo momento intimo deve subire un incremento e arrivare anche a una mezz’ora abbondante. E’ importante che il piccolo sia a stomaco vuoto.

Massaggio

In un primo momento la mamma tiene il neonato sulle ginocchia e lo fissa negli occhi, massaggiandolo con olio di cocco se è estate ( è rinfrescante) o di senape se è inverno ( riscalda). In una fase successiva il bimbo viene messo a pancia in giù, mentre le mani materne si soffermano sulla schiena. Successivamente, il piccolo sarà sempre sulle gambe della madre ma con lo sguardo nella stessa direzione della sua genitrice.

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