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Cordone ombelicale

Nei primi giorni di vita del neonato si deve fare molta attenzione al tralcio del cordone ombelicale, proteggendolo da eventuali infezioni. Una volta che il bimbo e la mamma sono stati dimessi dall’ospedale, tocca ai genitori occuparsi del tralcio e cercare di farlo essiccare quanto più velocemente possibile per favorirne la caduta. Infatti, a seconda delle temperature esterne, del grado di umidità presente nell’aria, del contatto inevitabile tra il tralcio del cordone e le urine del bimbo, i tempi di essiccazione possono essere più o meno lunghi.

Tecniche per favorire la caduta del tralcio del cordone ombelicale

La variabile “temperatura”gioca il ruolo maggiore in questo processo. Se le condizioni lo permettono, sarà l’esposizione stessa all’area aperta a favorire l’essicazione. E’ ovvio che se il vostro bimbo è nato d’inverno o , comunque, in mesi tendenzialmente freddi non sarà possibile tenerlo esposto per lunghi periodi all’aria aperta, altrimenti rischia un malanno. Per sopperire a questo eventuale problema, possiamo fare delle medicazioni, due o tre volte al giorno, con delle garze imbevute in  soluzioni antisettiche specifiche, anche in polvere. Alcuni utilizzano anche l’alcol etilico a bassa gradazione (60°, 70°) non tanto per la sua modesta azione disinfettante, quanto per la sua evaporazione che favorisce il processo di mummificazione.
Se il vostro piccolo piange durante le medicazioni, non vi preoccupate, non lo fa perché avverte dolore ma solo per la sensazione di freddo provocata dal contatto con l’alcol: il tralcio del cordone ombelicale, infatti, non è dotato di terminazioni nervose e quindi non ha sensibilità. Dopo la caduta del cordone, rimane una ferita che cicatrizza nel tempo di 8-10 giorni. Se dopo 20 giorni  il distacco del tralcio del cordone ombelicale non è ancora avvenuto o se sono sopraggiunte infezioni ombelicali o paraombelicali, non esitate un attimo a rivolgervi al personale medico specializzato.

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