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La gravidanza psicologica

Il bambino immaginario nelle fantasie di mamma e papàIn “On becoming parents” (1977) la psicologa Dinora Pines scriveva: “Diventare genitori è presagito nel gioco e nella fantasia durante i primi anni di vita. Il desiderio di un figlio è presente prima che esista alcuna possibilità fisiologica di crearne uno”.

Molti autori definiscono lo spazio dove la mamma “può pensare e tenere nella mente il bambino che verrà” con il temine di “gravidanza psicologica” : questa fase inizia ancor prima del concepimento, nel periodo in cui una gravidanza è attesa e cercata.

Immaginare il proprio bambino durante la gravidanza

Nel momento in cui la coppia apprende la notizia della gravidanza, l’ immaginazione della mamma diviene ancora più fervida e il bambino comincia a prendere forma anche nella mente del padre. Il “bambino immaginario” è dunque il prodotto di attese, timori, sogni e fantasie dei genitori; precede e faciliterà l’incontro con il bambino reale.
Le fantasie sul bambino che verrà aiutano la coppia a preparare per il neonato non solo corredino e cameretta, ma anche e soprattutto uno “spazio affettivo” in cui poterlo inserire ed accogliere, facendolo diventare parte integrante della propria vita.

Tuttavia sono differenti i modi in cui il bambino immaginario anima le fantasie dei futuri genitori:

  • la mamma di solito pensa al nascituro come ad una parte di sé bisognosa di affetto e protezione, riallacciandosi ai suoi sogni di bambina, quando fantasticava un figlio suo giocando alle bambole;
  • il papà invece ha un tipo di immaginazione più concreta ed attiva, quella di un bambino già nato con cui giocare e “fare” tante cose. In entrambe i casi, il pensare al bambino è utilissimo ai fini del processo di adattamento e passaggio alla nuova condizione genitoriale.

Le attuali tecniche ecografiche, se da un lato permettono di conoscere molte cose in anticipo sul nascituro e tranquillizzano i genitori sullo stato di salute del figlio, dall’altro pongono un limite al processo immaginativo, impedendo la costruzione di un’ immagine mentale aperta a tutte le possibilità.

E’ questo il motivo per cui alcune coppie preferiscono non conoscere prima il sesso del nascituro, per continuare a “nutrirlo” delle loro fantasie e desideri. Al contrario, altre coppie desiderano conoscere il più possibile del figlio, perché magari hanno bisogno di sentirsi rassicurati, oppure perché avendo una preferenza molto forte per il maschio o per la femmina, necessitano di tempo per superare la frustrazione iniziale e accogliere il figlio, bambino o bambina che sia, con la gioia che merita.

E’ molto importante che le fantasie dei genitori contemplino un ampia gamma di possibilità circa il “come sarà” il figlio lasciando progressivamente spazio al bambino “reale”che verrà; in questo modo il futuro del bimbo non sarà pregiudicato dai loro desideri e aspettative e si permetterà al piccolo – o alla piccola – di essere accettato per quello che è e non per “ciò che avrebbe potuto o dovuto essere”.

Dott.ssa Francesca Saccà
http://psicologoinfamiglia.myblog.it

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