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Alimentazione in gravidanza

La diceria popolare che in gravidanza si dovrebbe mangiare per due è una falsità, anzi mangiare più del dovuto può causare problemi alla donna e alla gravidanza.

Come sempre succede in medicina, occorre individualizzare consigli e trattamenti a seconda dell’individuo sul quale applicarli.
Ad esempio, la donna che inizia la gravidanza in sottopeso richiede un’aggiunta calorica rispetto alla media;
il contrario deve succedere se la donna inizia la gravidanza in sovrappeso, quando diventa indispensabile una misurata restrizione calorica, che, senza far diminuire di peso, consenta di giungere al termine della gestazione senza un eccesso ponderale, limitando al tempo stesso il rischio di macrosomia fetale (bambino grosso).
In pratica una donna che abbia una massa corporea media e svolga una comune attività fisica non deve sentire il bisogno di pesare i cibi e di usare tabelle energetiche per nutrirsi nel corso della gravidanza;
probabilmente andrà senz’altro bene che si regoli “ad occhio” sulle porzioni alimentari perché è già abituata ad introdurre quanto le serve al punto giusto.
Diverso può essere il caso delle donne in sottopeso e in sovrappeso che spesso richiedono degli schemi dietetici più rigorosi.
Il lieve incremento del fabbisogno energetico durante la gravidanza non deve far dimenticare l’importanza di mantenere un adeguato equilibrio tra proteine, carboidrati e grassi come del resto sarebbe sempre giusto fare in ogni fase della vita.
Le proteine, contenute principalmente in cibi come le carni, il pesce, le uova, i legumi e i formaggi, devono contribuire al 20% circa del fabbisogno energetico.
I carboidrati vanno assunti principalmente sotto forma di zuccheri complessi e non di zuccheri semplici.
Questo significa che vanno privilegiati i cibi quali pane, pasta, riso e polenta anziché dolci, dolciumi e bevande dolcificate.
I carboidrati devono contribuire al 50% circa del fabbisogno energetico.
I grassi sono anch’essi indispensabili perché forniscono costituenti molecolari fondamentali di tutte le cellule corporee e devono contribuire al 30% circa del fabbisogno energetico.
Una rilevante parte di grassi va da sé che vengano assunti con quegli stessi cibi che abbiamo nominato prima perché fornitori anche di proteine.
Occorre tuttavia sottolineare che, non solo in gravidanza, i grassi derivati dalle carni e dai formaggi si rivelano (in quanto dotati di legami chimici saturi) più ipercolesterolemizzanti dei grassi derivati dal pesce e dai vegetali.
Sono per la verità anch’essi importanti e non è negativo assumerne una certa quota, ma bisogna comunque cercare di preferire una maggior quota di grassi (chimicamente insaturi) di origine vegetale o di pesce.

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